Coinvolgimento dei dipendenti e team building
Una sfida condivisa tra sedi, reparti o aziende diverse dà alle persone un motivo per incontrarsi che non è una riunione. Una classifica comune fa il resto: crea conversazione tra colleghi che di solito non si parlano e dà all’iniziativa un momento collettivo, con una data precisa.
Eventi interni, convention e kick-off
Un gioco su schermo condiviso trasforma la platea in partecipanti. Le persone entrano scansionando un codice, usano lo smartphone come controller e giocano insieme mentre i punteggi scorrono sul maxi schermo. Funziona come rompighiaccio in apertura e come momento di chiusura di una giornata lunga.
Recruiting ed employer branding
Una prova giocata mostra come lavora un candidato meglio di una domanda a colloquio, e racconta l’azienda a chi la sta valutando. Per i profili tecnici e digitali è anche un segnale di come l’azienda comunica.
Onboarding e comunicazione interna
Organigramma, procedure, valori e strumenti entrano meglio se distribuiti in un percorso a tappe con feedback immediato, invece di essere consegnati come documento da leggere il primo giorno. Lo stesso vale per le campagne di comunicazione interna che devono farsi ricordare.
Un caso con i numeri: Besta Cup
Besta Cup è il torneo multiplayer tra agenzie organizzato ogni anno da Noku (Nobody Knows Us), per cui Dinobros ha sviluppato il gioco: una meccanica semplice, un percorso a ostacoli verticale, un timer, una classifica globale. I risultati di un’edizione, in una sola giornata:
• 30 agenzie partecipanti;
• oltre 400 giocatori registrati tra dipendenti e collaboratori;
• oltre 900 partite giocate in un solo giorno;
• 8 minuti e 30 secondi di tempo medio per sessione;
• 7.311 € raccolti in beneficenza dentro la competizione.
Il dato più significativo è il tempo medio di sessione: otto minuti e mezzo di attenzione volontaria su un’iniziativa aziendale sono un risultato alto per la comunicazione interna.
Un caso di evento aziendale: Redday per Generali
Per l’evento Redday di Generali abbiamo sviluppato una web app di gamification: i partecipanti sceglievano un avatar, entravano nelle attività con un codice ottenuto partecipando all’evento (in presenza oppure online) e scalavano la classifica rispondendo alle domande dei vari momenti della giornata. Ogni partecipazione contribuiva a sostenere la Fondazione Libellula, impegnata contro la violenza e la disparità di genere. Il gioco teneva insieme la platea in sala e quella collegata, dando alle due la stessa esperienza.
Come nasce un progetto di gamification interna
1. Si parte dall’occasione. Una convention, il lancio di un programma interno, una campagna di sicurezza, una giornata dedicata: il gioco ha bisogno di un momento a cui agganciarsi.
2. Si sceglie la meccanica in base a chi gioca. Una popolazione aziendale è varia per età e dimestichezza digitale: la regola è che si capisca in dieci secondi e si giochi dal telefono senza installare nulla.
3. Si decide cosa misurare prima di partire. Partecipanti sul totale degli invitati, partite per persona, tempo di gioco, completamento delle attività: sono i numeri con cui poi si racconta l’iniziativa a chi l’ha finanziata.
4. Si prepara il lancio interno. Un gioco senza una comunicazione che lo annuncia resta vuoto. Il momento del lancio conta quanto il gioco.
Cosa si misura
Un’iniziativa interna giocata lascia numeri: quante persone hanno partecipato sul totale, quante volte sono tornate a giocare, quanto tempo hanno passato dentro l’esperienza, quali contenuti hanno completato. Sono anche i numeri che rendono ripetibile l’iniziativa l’anno successivo, perché mostrano cosa ha funzionato.
Serve un'app aziendale per far giocare i dipendenti?
Funziona anche con una popolazione aziendale poco digitale?
Si può usare lo stesso gioco su più sedi o più aziende?
Quanto dura un'iniziativa di questo tipo?
I dati raccolti restano all'azienda?
